I.I.S. "G. Baruffi" (Ormea)

FUTURI PROBABILI

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Allenarsi al Futuro

La diffusione dell’analfabetismo funzionale, il calo delle competenze linguistiche e l’uso eccessivo del digitale stanno riducendo la capacità dei giovani di comprendere, raccontare e interpretare il mondo. La sovrastimolazione tecnologica incide sull’attenzione, sull’apprendimento e sulla costruzione dell’identità, aprendo a nuove forme di dipendenza e condizionamento.

Il progetto “Allenarsi al Futuro” coinvolge giovani, insegnanti e dirigenti scolastici del Nord-Ovest in un percorso di ascolto e confronto basato su interviste e strumenti di ricerca mirati. A partire dalle esperienze dirette dei partecipanti, il progetto mira a dare volto e significato ai dati, trasformando numeri e statistiche in strumenti di comprensione profonda. Da questo ascolto nascono proposte educative, sociali e culturali costruite sui bisogni reali delle persone e dei territori in cui vivono.

Fino ad oggi, i numeri di questa ricerca contano 4 regioni coinvolte, 1274 questionari compilati, 1004 persone intervistate e 255 ore di video interviste, grazie alla partecipazione di oltre 80 tra scuole ed enti del terzo settore.

Le scuole e le associazioni sono il cuore della nostra ricerca. Ogni settimana vi presenteremo un ente territoriale, i suoi responsabili e i suoi ragazzi. Oggi vi presentiamo la Scuola Forestale di Ormea.

Visita la pagina della scuola sull nostro sito: https://www.futuriprobabili.it/i-i-s-g-baruffi

"Il bosco non ha assolutamente bisogno di noi, ma noi abbiamo un bisogno estremo del bosco."

Scegliere di diventare "boscaiolo" significa stringere un patto vitale con la natura. In questa scuola (situata a Ormea, come intuibile dalle parole dei ragazzi), l'apprendimento è fortemente dinamico e passa attraverso la pratica sul campo: dalla cura del bosco per la produzione di tartufi, fino alla rimozione delle branche pericolanti per garantire la sicurezza di chi passeggia. Si impara che le foreste vanno mantenute e tutelate esattamente come si fa con i giardini o le coltivazioni.

Ma la formazione va ben oltre le competenze tecniche. Per molti giovani, frequentare questo istituto significa fare una scelta di vita radicale: allontanarsi da casa e vivere in convitto per tutta la settimana. È un'assunzione di grande responsabilità che li spinge a maturare profondamente, affrontando l'indipendenza lontano dalle proprie famiglie.

Tutto questo si inserisce nella dimensione intima di un piccolo paese, lontano dalle comodità e dai servizi delle grandi città. Qui lo svago va spesso inventato, ma il contesto compensa con un fortissimo senso di comunità: in queste realtà, conoscendosi tutti, "qualcosa da fare lo trovi sempre" e si scopre che i legami umani e il contatto con la natura valgono molto più delle infinite distrazioni urbane.