I.C. "N. Tommaseo"

FUTURI PROBABILI

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Allenarsi al Futuro

La diffusione dell’analfabetismo funzionale, il calo delle competenze linguistiche e l’uso eccessivo del digitale stanno riducendo la capacità dei giovani di comprendere, raccontare e interpretare il mondo. La sovrastimolazione tecnologica incide sull’attenzione, sull’apprendimento e sulla costruzione dell’identità, aprendo a nuove forme di dipendenza e condizionamento.

Il progetto “Allenarsi al Futuro” coinvolge giovani, insegnanti e dirigenti scolastici del Nord-Ovest in un percorso di ascolto e confronto basato su interviste e strumenti di ricerca mirati. A partire dalle esperienze dirette dei partecipanti, il progetto mira a dare volto e significato ai dati, trasformando numeri e statistiche in strumenti di comprensione profonda. Da questo ascolto nascono proposte educative, sociali e culturali costruite sui bisogni reali delle persone e dei territori in cui vivono.

Fino ad oggi, i numeri di questa ricerca contano 4 regioni coinvolte, 1274 questionari compilati, 1004 persone intervistate e 255 ore di video interviste, grazie alla partecipazione di oltre 80 tra scuole ed enti del terzo settore.

Le scuole e le associazioni sono il cuore della nostra ricerca. Ogni settimana vi presenteremo un ente territoriale, i suoi responsabili e i suoi ragazzi. Oggi vi presentiamo la l'Istituto Compresivo Statale "N. Tommaseo" (TO).

Visita la pagina della scuola sull nostro sito: https://www.futuriprobabili.it/i-c-tommaseo

"Loro non riescono a gestire la frustrazione dell'annoiarsi, loro non sanno annoiarsi, vanno immediatamente in crisi perché sono bombardati completamente da stimoli."

Situata nel centro città, questa scuola (il Tommaseo) rappresenta una vera e propria "isola felice". Grazie a un contesto fortunato, privo di particolari svantaggi socio-culturali o economici, accoglie bambini brillanti e molto capaci di esprimersi. L'istituto, inoltre, ha saputo sfruttare al meglio gli importanti fondi del PNRR per trasformare la didattica: oggi vanta ambienti digitali all'avanguardia, tra cui web radio, web tv, un'aula immersiva, un laboratorio di scienze e spazi progettati per l'apprendimento cooperativo con tablet integrati in ogni banco.

Tuttavia, anche le realtà più avvantaggiate si scontrano con ostacoli significativi. Il problema più grave è legato al sistema e colpisce i più fragili: il precariato sulle cattedre di sostegno. A causa delle rigidità burocratiche, gli insegnanti sono spesso costretti a lasciare l'incarico per spostarsi in altre scuole, spezzando quella continuità didattica di cui i bambini con disabilità o bisogni educativi speciali avrebbero un disperato bisogno.

Oltre a questa sfida strutturale, emerge una profonda fragilità generazionale. Questi alunni, pur essendo splendidi e stimolati, vivono un paradosso moderno: non sanno tollerare il vuoto. L'incapacità di fermarsi anche solo per mezz'ora senza fare nulla li manda in crisi, dimostrando come l'iper-stimolazione digitale e quotidiana stia privando i più giovani del prezioso – e umanamente necessario – diritto alla noia.