"Allenarsi al Futuro" - Associazione Pangea (Bottanuco)

FUTURI PROBABILI

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Allenarsi al Futuro

La diffusione dell’analfabetismo funzionale, il calo delle competenze linguistiche e l’uso eccessivo del digitale stanno riducendo la capacità dei giovani di comprendere, raccontare e interpretare il mondo. La sovrastimolazione tecnologica incide sull’attenzione, sull’apprendimento e sulla costruzione dell’identità, aprendo a nuove forme di dipendenza e condizionamento.

Il progetto “Allenarsi al Futuro” coinvolge giovani, insegnanti e dirigenti scolastici del Nord-Ovest in un percorso di ascolto e confronto basato su interviste e strumenti di ricerca mirati. A partire dalle esperienze dirette dei partecipanti, il progetto mira a dare volto e significato ai dati, trasformando numeri e statistiche in strumenti di comprensione profonda. Da questo ascolto nascono proposte educative, sociali e culturali costruite sui bisogni reali delle persone e dei territori in cui vivono.

Fino ad oggi, i numeri di questa ricerca contano 4 regioni coinvolte, 1264 questionari compilati, 1004 persone intervistate e 255 ore di video interviste, grazie alla partecipazione di oltre 80 tra scuole ed enti del terzo settore.

Le scuole e le associazioni sono il cuore della nostra ricerca. Ogni settimana vi presenteremo un ente territoriale, i suoi responsabili e i suoi ragazzi. Oggi vi presentiamo l'Associazione Pangea (Bottanuco).

Visita la pagina della scuola sull nostro sito: https://www.futuriprobabili.it/associazione-pangea

L'apprendimento della lingua italiana è il primo vero gradino per entrare in contatto con una nuova realtà. In questo percorso, l'impegno dei volontari dell'Associazione Pangea va ben oltre la semplice didattica: diventa uno spazio vitale per costruire connessioni umane autentiche. Come spiega chiaramente Barbara Menegardo, docente di italiano L2, descrivendo questo approccio diretto: "È l'integrazione quella naturale che viene fuori dal fatto che io incontro te [...] ma ci incontriamo come persone."  

Condividere le proprie origini diventa uno strumento potente di emancipazione. I giovani neoarrivati ascoltano le esperienze di chi ha vissuto lo stesso sradicamento. A dirlo in modo incisivo è Asmae Zoukari, Presidente dell'Associazione Pangea (lei stessa originaria del Marocco), che sottolinea una verità essenziale: "Il fatto di raccontarsi [...] dà una speranza a questi ragazzi perché si ritrovano con una storia vera di una persona che ce l'ha fatta ed è arrivata grazie all'istruzione."  

Attraverso storie di resilienza quotidiana, come quella di Asmau Bambore, arrivata in Italia dal Burkina Faso a quindici anni e oggi studentessa di vent'anni e lavoratrice, emerge un messaggio inequivocabile. La vera integrazione non passa solo dai libri di grammatica, ma si costruisce guardandosi negli occhi, andando oltre le differenze culturali, dimostrando che l'istruzione è l'unica vera chiave per costruire il proprio futuro.