
«I miei vecchi compagni mi prendevano molto in giro. Mi dicevano di non starmi vicino perché appunto avevo queste difficoltà».

«Questa nuova classe per me è veramente tanto».
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Esplora →Seminario · MEET Digital Culture Center
Milano ·




Un incontro in collaborazione conFondazione Cariplo
L’incontro
Un incontro promosso dall’Associazione Futuri Probabili, presieduta da Luciano Violante, al MEET Digital Culture Center di Milano. L’iniziativa fa parte del progetto “Allenarsi al Futuro”, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.
Bullismo, discriminazioni, violenza in famiglia e isolamento si intrecciano con la pressione sull’aspetto fisico e con le difficoltà nel chiedere aiuto. Le esperienze di ragazze e ragazzi richiamano il bisogno di adulti capaci di ascoltare, riconoscere la sofferenza e costruire relazioni di fiducia.
Educazione affettiva e relazionale, consenso, parità di genere e rispetto delle differenze sono al centro di un confronto tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità educanti. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione del disagio e dell’autolesionismo, promuovere il benessere e valorizzare percorsi di responsabilità e riparazione dei conflitti.
L’incontro si inserisce in un percorso di ricerca sulla povertà educativa in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, per costruire insieme nuove opportunità di crescita.
Insieme, anche a distanza
MEET Digital Culture Center
Milano · 9 novembre 2026
L’incontro inizia tra
ore 11:00














Il fotogramma non è disponibile.

«I miei vecchi compagni mi prendevano molto in giro. Mi dicevano di non starmi vicino perché appunto avevo queste difficoltà».

«Questa nuova classe per me è veramente tanto».

«Mio padre beveva e mi picchiava».

«Il mio sogno sarebbe anche riuscire a laurearmi per poter fare l’educatore. Vorrei aiutare i ragazzi che hanno vissuto le mie stesse esperienze».

«Mi lanciavano sassi, mi lanciavano addosso le scarpe».

«Mi dicevano: “Tu sei marrocchina, non sei dei nostri. Se provi a dire qualcosa ti facciamo di peggio”».

«Non sarò mai italiana al 100% perché le mie radici sono marocchine, per quanto posso nascondere magari con vestire, trucchi…»

«Ora mi nascondo tra gli italiani».

«Senza trucco non riesco a vedermi bene».

«Spesso mi rendo conto che voglio apparire più grande».

«Sopra la 42 sei una grassona».

«O sei un minimo carina, bella… oppure sei straintelligente, ma magari sei bruttissima».

«Se mi dovessi ritrovare a lavorare in una posizione in cui un mio collega uomo guadagnasse più di me per le stesse mansioni, farei subito tutto il possibile per cambiare la situazione».

«Le persone dovrebbero essere pagate per ciò che sanno fare, non in base al loro genere. Devi essere pagato solo per le tue capacità».

«“Io vado a scuola perché devo trovare lavoro”: trovo che questa cosa sia sbagliata».

«La scuola dovrebbe essere qualcosa che alleni la nostra mente, il nostro io e il nostro essere ad affrontare la vita».

«Tante persone della generazione dei miei genitori dicono: “Quando noi eravamo giovani non c’era bisogno di queste cose”. Non è vero».

«Col fatto che se ne parlava di meno nel momento in cui un amico stava male non ti veniva da dirgli: “Ma forse magari dovresti andare dallo psicologo” perché non era quasi neanche un’opzione».

«Io mi mastruzzo l’orecchio, lo faccio perennemente fino a crearmi delle lesioni».

«La scuola porta molto stress».